lunedì 20 settembre 2010

News km zero - Fiera l'isola che c'è

La storia di Bruna, donna vignaiola

A conclusione del convegno donne, un aperitivo particolare. A  servirlo infatti c’è Bruna Ferro, proprietaria dell’azienda Carussin, San Marzano Oliveto (At), mestiere: vignaiola.

Bruna perché questo lavoro prettamente maschile?
Semplicemente perché nella mia famiglia hanno lasciato a me il mestiere, ero l’unica. Mia nonna era una donna semplice ma una grande vignaiola, un modello al quale vorrei aspirare perché il mondo contadino femminile ai suoi tempi faceva supporto a quello maschile, era economia domestica, e al contempo si occupava anche dell’educazione dei figli, cosa che noi donne oggi non riusciamo più a fare bene. Allora vi era una semplicità di pensiero che derivava dal contatto diretto con la natura che a noi purtroppo manca.

Da quanto tempo lavori nell’azienda di famiglia?
Ho 48 anni compiuti ieri e da 33 sono in attività; sono la quarta generazione. Per me è una passione: lo faccio da sempre e lo farò sempre.

Cosa vuol dire svolgere un mestiere da uomo in un mondo di uomini?
Lavoro con mio marito e i miei due figli, ma il mondo maschile non mi preoccupa anzi; a volte mi rendo conto di apportare qualcosa di più, ma non per superbia, perché comunque la donna ha questa visione femminile delle cose, più solidale, più da mamma.

Per esempio?
Noi siamo più creative e passionali, se crediamo in una cosa anche se non rende niente la portiamo avanti lo stesso. Otto anni fa ho sperimentato una fattoria didattica, ricordo che all’inizio avevo un solo asino. Una cosa per la quale, quando ho cominciato, tutti mi davano della pazza: adesso invece ho undici asini e mi diverto moltissimo. [Carolina Caracciolo]

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