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giovedì 9 dicembre 2010
lunedì 29 novembre 2010
Il Giorno_ 23 novembre 2010, il centro interculturale donne di Cologno
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venerdì 19 novembre 2010
sabato 30 ottobre 2010
sito Geniodonna, 29 ottobre, Bambini in carcere
57 bambini innocenti si trovano nelle carceri italiane femminili, a scontare colpe non loro. Di questi 22 addirittura in sovraffollamento: è questa la situazione allarmante denunciata nei giorni scorsi su l’Unità.
Il dato riguarda i piccolissimi, coloro che dovrebbero ricevere la massima tutela, perché si trovano nella fascia di età molto delicata, che va da 0 a 3 anni. Per stare accanto alle mamme detenute, vivono anch’essi in cella, e nel caso del carcere di Rebibbia, in spazi pensati per 15, e non 22 quanti sono.
Sviluppano disturbi dell’umore e accusano ritardo della parola, e lo svolgersi del loro quotidiano molto dipende dall’istituto penitenziario: Milano per esempio prevede una custodia attenuata con personale specializzato nell’infanzia, ad Avellino non possono mai uscire dalle sbarre, mentre Civitavecchia e Bologna non annoverano nessun professionista in materia.
Ancor più degradante che nessun carcere preveda un percorso di distacco, quando, dopo il compimento del terzo anno d’età, il bambino è dato in cura obbligatoriamente a una casa famiglia o a degli affidatari. Il volontariato da solo non basta, per questo 5 anni fa oltre 70 associazioni hanno presentato una proposta di legge che prevede pene alternative per le mamme: oggi ancora ferma alla commissione giustizia della Camera.
lunedì 25 ottobre 2010
lunedì 18 ottobre 2010
Il Giorno_17 ottobre 2010, tutti uguali sotto canestro. E nella vita
mercoledì 13 ottobre 2010
Il Giorno_ 12 ottobre 2010, Atelier azzurro, arte terapeutica per i piccoli
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lunedì 4 ottobre 2010
nuovasesto 15_1 ottobre 2010, due articoli sull'accoglienza
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venerdì 24 settembre 2010
convegno di sabato 2 ottobre- tempo di reciprocità e inclusione sociale
Responsabile del Servizio Politiche di genere della Provincia di Milano
ore 09,30 Saluto di Cristina Stancari, Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Milano
ore 10,00 Grazia Pratella, presidente del Coordinamento Banche del Tempo di Milano e provincia
“Le attività del Coordinamento Banche del Tempo negli ultimi due anni”
ore 10,30 Emilio Lunghi, Presidente Auser Milano
"Le banche del tempo nella città fragile"
ore 11,00 Pausa Caffè
ore 11,30 Carolina Caracciolo, Neolaureata in culture e linguaggi per la comunicazione
Programma
ore 09,00 Registrazione dei partecipantiore 09,30 Saluto di Cristina Stancari, Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Milano
ore 10,00 Grazia Pratella, presidente del Coordinamento Banche del Tempo di Milano e provincia
“Le attività del Coordinamento Banche del Tempo negli ultimi due anni”
ore 10,30 Emilio Lunghi, Presidente Auser Milano
“Le esperienze di inclusione sociale di Auser Milano”
ore 10,50 Gisella Bassanini, Architetta e ricercatrice"Le banche del tempo nella città fragile"
ore 11,00 Pausa Caffè
ore 11,30 Carolina Caracciolo, Neolaureata in culture e linguaggi per la comunicazione
“Banche del tempo e istituzioni all’interno di un nuovo welfare locale”
ore 11,40 Interventi: le banche del tempo della provincia di Milanopresentano le loro esperienze di inclusione sociale
ore 12,40 Anna Tempia, Ricercatrice Gender“ Le banche del tempo e la crisi economica: indicazioni e proposte”
ore 13,00 DibattitoChiusura ore 13.30
Coordina Barbara Tommasi
lunedì 20 settembre 2010
Km zero- fiera l'Isola che c'è
Officina Naturae, cosmetici e detergenti naturali fatti dalle persone per le persone
La storia di Silvia e Luca, due riminesi che fino a pochi anni fa erano rispettivamente chimico farmaceutico lei, e lui geometra, oggi soci di Officina naturae. Conosciutisi in un gas, insieme approfondiscono la detergenza ecologica, e quando un chimico chiede loro in maniera provocatoria: “ma voi che siete sempre così attenti, perché non ve li fate per conto vostro i detersivi?”, scatta la molla: Silvia non è molto contenta del suo lavoro e Luca è il tipo che sa cogliere le sfide. Iniziano a studiare e a fare esperimenti, i due requisiti per loro essenziali non sono facili da conciliare:ecologia ed efficacia. I primi test sono per gli amici del G.a.s., e quando questi danno l’ok, nel 2004 viene creato il marchio.
“I primi lotti di prodotto – racconta Silvia Carlini- venivano stoccati in un garage, l’ufficio di Officina naturae era un computer e una linea telefonica nello studio da geometra di Luca; io ho lasciato il mio lavoro e mi sono dedicata a tempo pieno a quest’avventura che non aveva un cliente.
Superati i primi anni faticosi, adesso sono entusiasta del mio lavoro perché , lo dico sempre, non abbiamo a che fare con dei clienti, ma con degli amici, con cui ti dai subito del tu , e che ti fanno un sacco di domande a cui tu però sei chiamato a rispondere. E questo ripaga a livello di relazioni, stima e rispetto reciproco. [Carolina Caracciolo]
News km zero - Fiera l'isola che c'è
La storia di Bruna, donna vignaiola
A conclusione del convegno donne, un aperitivo particolare. A servirlo infatti c’è Bruna Ferro, proprietaria dell’azienda Carussin, San Marzano Oliveto (At), mestiere: vignaiola. Bruna perché questo lavoro prettamente maschile?
Semplicemente perché nella mia famiglia hanno lasciato a me il mestiere, ero l’unica. Mia nonna era una donna semplice ma una grande vignaiola, un modello al quale vorrei aspirare perché il mondo contadino femminile ai suoi tempi faceva supporto a quello maschile, era economia domestica, e al contempo si occupava anche dell’educazione dei figli, cosa che noi donne oggi non riusciamo più a fare bene. Allora vi era una semplicità di pensiero che derivava dal contatto diretto con la natura che a noi purtroppo manca.
Da quanto tempo lavori nell’azienda di famiglia?
Ho 48 anni compiuti ieri e da 33 sono in attività; sono la quarta generazione. Per me è una passione: lo faccio da sempre e lo farò sempre.
Cosa vuol dire svolgere un mestiere da uomo in un mondo di uomini?
Lavoro con mio marito e i miei due figli, ma il mondo maschile non mi preoccupa anzi; a volte mi rendo conto di apportare qualcosa di più, ma non per superbia, perché comunque la donna ha questa visione femminile delle cose, più solidale, più da mamma.
Per esempio?
Noi siamo più creative e passionali, se crediamo in una cosa anche se non rende niente la portiamo avanti lo stesso. Otto anni fa ho sperimentato una fattoria didattica, ricordo che all’inizio avevo un solo asino. Una cosa per la quale, quando ho cominciato, tutti mi davano della pazza: adesso invece ho undici asini e mi diverto moltissimo. [Carolina Caracciolo]
News km zero- Fiera l'isola che c'è
Obiettivo tavolo donne: valorizzare lo sguardo femminile sul mondo
Un invito a riunirsi intorno al tema della donna, con l’obiettivo di diventare un interlocutore forte e attivo: questo il tavolo di confronto donne- Como di oggi pomeriggio, rivolto a tutte le associazioni del territorio. All’esterno dello stand una serie di immagini pubblicitarie, in cui la donna è ridotta a volgare oggetto del desiderio, serve ad attirare l’attenzione sul tavolo che, precisa Simona Sabia dell’Isola che c’è, « vuole però parlare di donne in termini positivi e propositivi».L’ultimo rapporto Istat dichiara che una donna italiana su due subisce almeno una violenza nella vita. L’Italia è il primo paese al mondo in cui la donna viene uccisa dentro le mura domestiche. Dati su cui interrogarsi.
Gli interventi di Ida Sala dell’associazione donne in lotta contro la distrofia muscolare, e Isilda Armando, portoghese di origine angolana, mettono in luce la duplice discriminazione contro la quale ogni giorno si battono: come donna e come disabile la prima, come straniera e donna la seconda. Conclude Celeste Grossi del Coordinamento comasco per la Pace: «non vogliamo un’associazione di donne che parli di donne, ma in cui si conservi uno sguardo femminile su tutti i problemi del mondo». [Carolina Caracciolo]
News km zero
L'isola che c'è, VII Fiera delle relazioni e delle economie solidali
Corto circuito, cooperativa Solidale con la S maiuscola
Una cooperativa nata grazie alla rete dell’Isola che c’è più di un anno fa. Si chiama Corto Circuito, serve 22 Gas di Como e provincia e conta 300 soci tra gruppi di acquisto, produttori, associazioni e simpatizzanti. «C’era proprio la necessità di fare da tramite – afferma Agata Pino, referente della cooperativa- tra i gruppi di acquisto solidale e i produttori locali. Corto Circuito organizza anche corsi per promuovere la filiera corta proprio per la dinamica che sta dietro, ossia favorire nuove relazioni».E poi ci si incontra oltre che per decidere come mangiare anche come vivere, affrontando tematiche più ampie come co- housing, condominio solidale, energia e tessile.
Simonetta Astolfi, socia della cooperativa e del gas Birola di Cernobbio, ha aderito un paio di anni fa perché cercava dei prodotti alimentari che fossero più “puliti”: «Ero abbastanza stufa di andare al supermercato per cui cercavo un altro ambiente, altra gente, altre cose. Alla fine ho conosciuto un mucchio di gente, ho raccontato a un sacco di persone cosa succede, compro alimenti “giusti”, e soprattutto ho capito le difficoltà dei produttori locali, siamo andati a trovarli e continuiamo ad andarci».
«Privilegiamo ove possibile il km 0 – continua Agata Pino -, la territorialità, le cooperative sociali, il bio e tutti i sani principi del consumo etico».
E il tempo per fare tutto? «Lo ricavi perché “il gruppo è vivo – conclude Agata-. La s della solidarietà deve essere maiuscola, è fondamentale. Il bello è questo». [Carolina Caracciolo]
martedì 14 settembre 2010
nuovasesto 13_9 luglio 2010, al maneggio L'erbastro ippoterapia e reinserimento al lavoro
lunedì 13 settembre 2010
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